RFID: riconoscimento bovini di nuova generazione

Il nostro cliente, esperto di elettronica, aveva avviato un progetto di riconoscimento dei bovini, che prevedeva la presenza di un RFID nelle orecchie del singolo esemplare, leggibile anche da remoto. Il sistema, però, non doveva limitarsi alla ricezione ma doveva identificare in modo univoco il bovino che veniva poi indirizzato alla sua mungitrice specifica, abbassando al minimo il rischio di contaminazione/contagio della mandria. L’azienda aveva incontrato diversi problemi e stava sforando i tempi di consegna. Li abbiamo affiancati in questo progetto: loro hanno mantenuto la direzione del lavoro e noi li abbiamo supportati in ogni aspetto tecnico, riuscendo ad ottenere un sistema di identificazione del bovino a 40 centimetri di distanza con la conseguente apertura del corretto sportello per la mungitura.

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